Liturgia

Letture rito ambrosiano

Tempo di Quaresima Mercoledì 10 marzo

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     Mercoledì della III settimana di Quaresima

    ALL’INGRESSO
    Di tutti, Signore, hai pietà, nessuna respingi delle opere tue;
    copri i peccati degli uomini fino a che si convertano,
    perdoni perché sei il nostro Dio.
    Vedi l’afflizione del tuo popolo che è molto amara.
    Ascoltaci, Padre che sei nei cieli,
    Salvatore del mondo, perdonaci.


    GENESI 21, 22-34
    Lettura del libro della Genesi


    In quel tempo. Abimèlec con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: «Dio è con te in quello che fai. Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né la mia prole né i miei discendenti: come io ho agito lealmente con te, così tu agirai con me e con la terra nella quale sei ospitato». Rispose Abramo: «Io lo giuro». Ma Abramo rimproverò Abimèlec a causa di un pozzo d’acqua, che i servi di Abimèlec avevano usurpato. Abimèlec disse: «Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato né io ne ho sentito parlare prima d’oggi». Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell’armento e li diede ad Abimèlec: tra loro due conclusero un’alleanza. Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge. Abimèlec disse ad Abramo: «Che significano quelle sette agnelle che hai messo in disparte?». Rispose: «Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che ho scavato io questo pozzo». Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due. E dopo che ebbero concluso l’alleanza a Bersabea, Abimèlec si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel territorio dei Filistei. Abramo piantò un tamerisco a Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell’eternità. E visse come forestiero nel territorio dei Filistei per molto tempo.


    SALMO Sal 118 (119), 73-80

    Il tuo amore, Signore, è la mia consolazione.

    Le tue mani mi hanno fatto e plasmato:
    fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
    Quelli che ti temono al vedermi avranno gioia,
    perché spero nella tua parola. R

    Signore, io so che i tuoi giudizi sono giusti
    e con ragione mi hai umiliato.
    Il tuo amore sia la mia consolazione,
    secondo la promessa fatta al tuo servo. R

    Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
    perché la tua legge è la mia delizia.
    Si vergognino gli orgogliosi
    che mi opprimono con menzogne:
    io mediterò i tuoi precetti. R

    Si volgano a me quelli che ti temono
    e che conoscono i tuoi insegnamenti.
    Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti,
    perché non debba vergognarmi. R


    PROVERBI 10, 18-21
    Lettura del libro dei Proverbi


    Figlio mio, dissimulano l’odio le labbra bugiarde, chi diffonde calunnie è uno stolto. Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è saggio. Argento pregiato è la lingua del giusto, il cuore degli empi vale ben poco. Le labbra del giusto nutrono molti, gli stolti invece muoiono per la loro stoltezza.


    VANGELO Mt 6, 19-24
    ✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo


    In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

    DOPO IL VANGELO

    Rallegra, o Signore, la vita del tuo servo perché a te
    innalzo l’anima mia. Tu sei buono, Signore, e perdoni,
    tu sei largo di misericordia con chi ti invoca.

    ALLO SPEZZARE DEL PANE

    In te spereranno tutte le vite, Signore, e diranno:
    «Presto avrà pietà di noi il nostro Dio. Perché il Signore
    ha parlato, dicendo: Farò più festa per un peccatore
    pentito che per novantanove giusti, a cui pentirsi non serve».

    ALLA COMUNIONE
    Non scordarti di noi miseri, Signore, sino alla fine
    perché a te si abbandona il derelitto e all’orfano tu solo
    doni aiuto. La supplica dei poveri tu ascolti e la tua destra
    sostiene il loro cuore.
    PUBBLICATO mercoledì 10 marzo 2021

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