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Notizie Giornali Italia

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Brian Browne Trio - Blue Browne
La Parola


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      Lettura del Giorno

      Dal libro della Sapienza
      Sap 13,1-9
       
      Davvero vani per natura tutti gli uomini
      che vivevano nell’ignoranza di Dio,
      e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è,
      né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.
      Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce,
      la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo
      essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.
      Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi,
      pensino quanto è superiore il loro sovrano,
      perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.
      Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia,
      pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.
      Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature
      per analogia si contempla il loro autore.
      Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,
      perché essi facilmente s’ingannano
      cercando Dio e volendolo trovare.
      Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura
      e si lasciano prendere dall’apparenza
      perché le cose viste sono belle.
      Neppure costoro però sono scusabili,
      perché, se sono riusciti a conoscere tanto
      da poter esplorare il mondo,
      come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
      Vangelo del Giorno

      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 17,26-37
       
      In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
      «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
      Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
      In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
      Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
      Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
      Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
      Parole del Santo Padre

      Cari fratelli e sorelle, interpellati dal Vangelo, facciamoci delle domande: io, che seguo Gesù, mi interesso a chi è più trascurato? (…) Intendo la vita come una competizione per farmi spazio a discapito degli altri oppure credo che primeggiare significa servire? E, concretamente: dedico tempo a qualche “piccolo”, a una persona che non ha i mezzi per contraccambiare? Mi occupo di qualcuno che non può restituirmi o solo dei miei parenti e amici? Sono domande che noi possiamo farci. (Angelus, 19 settembre 2021)


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Giosafat

        Nome: San Giosafat Kuncewycz
        Titolo: Vescovo e martire
        Nascita: 1580, Vladimir, Polonia
        Morte: 12 novembre 1623, Vitebsk, Bielorussia
        Ricorrenza: 12 novembre
        Tipologia: Memoria liturgica


        Il divin Maestro disse che il buon pastore dà la vita per le sue pecorelle: e noi oggi ne vediamo un'illustre conferma in S. Giosafatte, vescovo di Polvez e martire.

        Nato a Vladimir in Polonia dalla nobile e cattolica famiglia Kuncewizio, mentre fanciullo ascoltava la madre parlare della passione di Cristo, un dardo partì dal costato del Crocifisso e andò a ferirgli il cuore. Infiammato di amor di Dio e desideroso di perfezione, entrò nell'ordine di S. Basilio, di cui a venti anni professò la regola. Andava a piedi nudi nonostante l'eccessivo rigore dell'inverno in Polonia, non mangiava mai carne, non prendeva mai vino se non per ubbidienza; mortificò le sue membra con un asprissimo cilicio fino alla morte. Per questo meritò di custodire illibato il giglio della purezza che ancor fanciullo aveva consacrato alla Vergine delle Vergini: Maria SS.

        In pochi anni di vita religiosa la fama della sua virtù e della sua dottrina crebbe talmente, che, sebbene giovane, fu eletto abate del monastero di Vilna, e poscia fu designato dal popolo come degno di reggere la sede arcivescovile di Polvez.

        Innalzato a questa onerosa dignità, senza cambiare nulla del tenore della vita precedente, non pensò che al culto divino e alla salvezza delle pecorelle affidategli. Energico difensore della unità e verità cattolica, si adoperò con tutte le forze per ricondurre alla sede di Pietro eretici e scismatici. Non cessò mai di difendere il Papa e la pienezza della sua autorità dalle ingiurie impudentissime e dagli errori degli empi. Fu il più zelante promotore dell'unione della Chiesa Greca con la Latina. Erogò tutte le sue rendite nella costruzione di templi, conventi ed altre opere pie: e fu tanta la sua liberalità verso i poveri, che non avendo un giorno più nulla per soccorrere una vedova, impegnò il suo pallio episcopale.

        I Progressi della fede cattolica eccitarono l'odio di certi scismatici ostinati, i quali ordirono una congiura per assassinare l'atleta di Cristo.

        Recatosi il Santo a Vitebsk per la visita pastorale, i cospiratori invasero il palazzo vescovile, ferendo e massacrando quanti incontrarono.

        Allora il pastore mitissimo si fece spontaneamente incontro a quei lupi, e rivolgendo loro la parola: « Figliuoli, disse, perchè maltrattate i miei familiari? Se avete qualcosa contro di me, eccomi ». E quelli, precipitandosi su di lui, lo colpirono con bastonate ed uccisolo, lo gettarono nel fiume. Era il 12 Novembre 1623: contava 43 anni. Il suo corpo segnalato da una luce meravigliosa fu tratto dal fondo del fiume ed esposto alla venerazione dei fedeli.

        I primi a sperimentarne l'efficacia protettiva furono i suoi stessi assassini che, condannati quasi tutti alla decapitazione, abiurarono lo scisma e si pentirono del loro misfatto.

        Pio IX il 29 giugno 1877 l'ascrisse solennemente nell'albo dei Santi, e Leone XIII ne estese il culto a tutta la Chiesa cattolica.

        PRATICA. Oggi compiamo bene le pratiche di pietà.

        PREGHIERA. Signore, suscita nella tua Chiesa lo spirito onde il tuo beato martire e vescovo Giosafatte fu ripieno fino a dare la vita per le pecorelle, affinchè per sua intercessione, animati e fortificati anche noi nel medesimo spirito, non temiamo di sacrificarci peri fratelli.

        MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria della passione di san Giosafat (Giovanni) Kuncewicz, vescovo di Polotzk e martire, che spinse con costante zelo il suo gregge all’unità cattolica, coltivò con amorevole devozione il rito bizantino-slavo e, a Vitebsk in Bielorussia, a quel tempo sotto la giurisdizione polacca, crudelmente
Ave Maria MOSE' ELIA ABRAMO FRANCESCO Girolamo

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DIVINA MISERICORDIA

La Bellezza Della Fede



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