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Notizie Giornali Italia

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Brian Browne Trio - Blue Browne
La Parola


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      Lettura del Giorno

      Dal libro della Sapienza
      Sap 18,14-16; 19,6-9

      Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,
      e la notte era a metà del suo rapido corso,
      la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale,
      guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,
      portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile
      e, fermatasi, riempì tutto di morte;
      toccava il cielo e aveva i piedi sulla terra.
      Tutto il creato fu modellato di nuovo
      nella propria natura come prima,
      obbedendo ai tuoi comandi,
      perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
      Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento,
      terra asciutta emergere dove prima c’era acqua:
      il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli
      e flutti violenti una pianura piena d’erba;
      coloro che la tua mano proteggeva
      passarono con tutto il popolo,
      contemplando meravigliosi prodigi.
      Furono condotti al pascolo come cavalli
      e saltellarono come agnelli esultanti,
      celebrando te, Signore, che li avevi liberati.
      Vangelo del Giorno

      Dal Vangelo secondo Luca
      Lc 18,1-8
       
      In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
      «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
      Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
      E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
      Parole del Santo Padre

      L’insegnamento del Vangelo è chiaro: si deve pregare sempre, anche quando tutto sembra vano, quando Dio ci appare sordo e muto e ci pare di perdere tempo. Anche se il cielo si offusca, il cristiano non smette di pregare. La sua orazione va di pari passo con la fede. E la fede, in tanti giorni della nostra vita, può sembrare un’illusione, una fatica sterile. Ci sono dei momenti bui, nella nostra vita e in quei momenti la fede sembra un’illusione. Ma praticare la preghiera significa anche accettare questa fatica. (Udienza generale, 11 novembre 2020)


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Omobono

      Nome: Sant'Omobono Tucenghi
      Titolo: Laico
      Nascita: XII secolo, Cremona
      Morte: 13 novembre 1197, Cremona
      Ricorrenza: 13 novembre
      Tipologia: Commemorazione
      Patrono di: Cremona, San Martino dall'Argine, San Daniele Po, Gerre de' Caprioli, Cella Dati, Sant'Omobono Terme
      Protettore: mercanti, sarti


        Omobono nacque a Cremona, in Lombardia, nella prima metà del XII secolo; il padre era sarto e, battezzandolo, gli diede il suo nome, che significa "uomo buono". Pur non frequentando la scuola, imparò dal padre come condurre l'attività commerciale diligentemente e onestamente, senza compromettersi in nessun modo; quando alla fine ereditò l'attività del padre, considerò il mestiere un dono di Dio e un mezzo per servire la famiglia e la società di cui faceva parte. Si sposò, e sembra che abbia avuto diversi figli, anche se la coppia è presentata piuttosto negativamente nel racconto pervenutoci; forse si tratta di uno stratagemma agiografico per accrescere il valore delle virtù del santo, poiché probabilmente la famiglia era contraria al fatto che elargisse i loro beni ai poveri.

        Conosciuto in tutta Cremona per la sua generosità, Omobono era straordinariamente disponibile: faceva visita al popolo in casa, in particolare ai poveri e, facendo il possibile per soddisfare le loro necessità concrete, li incoraggiava a condurre una vita irreprensibile. A cinquant'anni circa, decise di abbandonare il commercio e dedicarsi totalmente alla carità; i concittadini notarono soprattutto la sua infinità generosità, oltre alla devozione che ovviamente fu il fondamento della sua attività.

        D'altro canto, non sembra sia appartenuto a nessuno dei gruppi cristiani laici estremisti, come per esempio gli Humiliati, che si formarono in quel periodo; aveva l'abitudine di partecipare alla Messa ogni sera, nella chiesa di S. Egidio, dove morì, il 13 novembre 1197. Stava cantando il Gloria, quando incrociò le braccia sul petto e cadde in terra; all'inizio nessuno lo notò pensando a una forma di devozione, ma quando non si alzò al momento della lettura del Vangelo, si avvicinarono e scoprirono che era morto. I concittadini lo venerarono subito come santo, e Siccardo, vescovo di Cremona, che si recò personalmente a Roma per presentare la causa di canonizzazione, scrisse nella sua cronaca: «A quel tempo, a Cremona, viveva un uomo semplice, molto fedele e devoto, che si chiamava Omobono; alla sua morte, e con la sua intercessione, Dio fece molti miracoli».

        Papa Innocenzo III (1198-1216), pienamente soddisfatto dell'inchiesta ufficiale sulla vita e i miracoli, canonizzò Omobono dopo soli due anni, nel 1199.

        Patrono dei sarti e dei tessitori, il culto si sviluppò rapidamente non solo in Italia, ma anche in Germania (dove diventò noto come "Gutman"), oltre che in Francia. Esistono alcune chiese in suo onore a Roma, in Italia settentrionale, in Germania meridionale, in Spagna e in Belgio.

        Omobono rappresenta una rarità, per due motivi: primo, fu canonizzato pur essendo laico, canonico e uomo di famiglia allo stesso tempo, in un periodo in cui, a parte i martiri e i re, i candidati alla canonizzazione erano religiosi professi; in secondo luogo, il culto fu riconosciuto, non solo localmente, ma anche a Roma. Non c'è nulla di straordinario nella sua vita, simile a quella della maggior parte delle persone del tempo, e di qualsiasi epoca, ma che illustra molto chiaramente i problemi di coscienza che doveva affrontare il popolo nel guadagnarsi da vivere e provvedere alle proprie famiglie, tentando allo stesso tempo di seguire l'ideale cristiano. La cosa più rimarchevole fu la dedizione con cui condusse la sua vita.

        MARTIROLOGIO ROMANO. A Cremona, sant'Omobono, che, negoziante, mosso da carità per i poveri, rifulse nel raccogliere ed educare i ragazzi abbandonati e nel riportare la pace nelle famiglie.
Ave Maria MOSE' ELIA ABRAMO FRANCESCO Girolamo

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DIVINA MISERICORDIA

La Bellezza Della Fede



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