06/01/2022

Lit Ore Rito A


Notizie Giornali Italia

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Brian Browne Trio - Blue Browne
La Parola


Don Luigi Fantoni

Anna Maria Taigi


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      EPIFANIA DEL SIGNORE 2022:

      Tempo di Natale.

      PRIMA LETTURA DELLA SANTA MESSA

      La gloria del Signore brilla sopra di te.

      Is 60,1-6

      Dal libro del profeta Isaìa
      Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
      la gloria del Signore brilla sopra di te.
      Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
      nebbia fitta avvolge i popoli;
      ma su di te risplende il Signore,
      la sua gloria appare su di te.
      Cammineranno le genti alla tua luce,
      i re allo splendore del tuo sorgere.
      Alza gli occhi intorno e guarda:
      tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
      I tuoi figli vengono da lontano,
      le tue figlie sono portate in braccio.
      Allora guarderai e sarai raggiante,
      palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
      perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
      verrà a te la ricchezza delle genti.
      Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
      dromedari di Màdian e di Efa,
      tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
      e proclamando le glorie del Signore.
      Parola di Dio

      SALMO RESPONSORIALE

      Sal 71

      Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
      O Dio, affida al re il tuo diritto,
      al figlio di re la tua giustizia;
      egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
      e i tuoi poveri secondo il diritto.
      Nei suoi giorni fiorisca il giusto
      e abbondi la pace,
      finché non si spenga la luna.
      E dòmini da mare a mare,
      dal fiume sino ai confini della terra.
      I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
      i re di Saba e di Seba offrano doni.
      Tutti i re si prostrino a lui,
      lo servano tutte le genti.
      Perché egli libererà il misero che invoca
      e il povero che non trova aiuto.
      Abbia pietà del debole e del misero
      e salvi la vita dei miseri.

      SECONDA LETTURA DELLA SANTA MESSA

      Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità.

      Ef 3,2-3.5-6

      Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
      Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
      Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.
      Parola di Dio

      Canto al Vangelo

      Mt 2,2

      Alleluia, alleluia.
      Abbiamo visto la sua stella in oriente
      e siamo venuti per adorare il Signore.
      Alleluia.

      VANGELO DELLA SANTA MESSA

      Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

      Mt 2,1-12 Dal Vangelo secondo Matteo
      Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
      Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
      Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
      Parola del Signore


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Carlo

        Nome: San Carlo da Sezze
        Titolo: Frate laico francescano
        Nascita: 19 ottobre 1613, Sezze, Latina
        Morte: 6 gennaio 1670, Roma
        Ricorrenza: 6 gennaio
        Tipologia: Commemorazione


        Carlo, come altre figure del XVII secolo (per esempio Alfonso Rodriguez, 30 ott.), è un modello che si distingue per tratti di umiltà e semplicità, piuttosto che per eventi straordinari. Veniva da una famiglia modesta e a scuola ebbe difficoltà, non riuscendo a intraprendere gli studi presbiterali, come i suoi genitori e lui stesso desideravano.

        All'età di sedici anni fece voto di verginità perpetua e si determinò a consacrarsi al Signore entrando in un ordine religioso. Fece la professione nell'Ordine francescano nel maggio 1636. Non essendo riuscito, a causa della salute cagionevole, a partire per una missione oltremare, trascorse la vita a Roma in vari conventi, dove si distinse per lo zelo nelle opere di carità.

        Sviluppò uno straordinario potere di discernimento e il suo consiglio spirituale fu cercato a tutti i livelli della Chiesa, dai papi in giù. Nonostante i suoi insuccessi scolastici divenne uno scrittore spirituale di rilievo: accanto a una voluminosa corrispondenza scrisse molti libri di devozione, che si distinguono per la semplicità (una qualità nota con l'appellativo di "serafica") e un amore cristocentrico. In obbedienza ai superiori scrisse anche un'autobiografia, pubblicata in occasione della sua canonizzazione.

        Morì il 6 gennaio 1670 nel convento di S. Francesco a Ripa in Roma. Una piaga apparsa sul suo petto dopo la morte fu considerata una stimma miracolosa riproducente la ferita causata dal colpo di lancia nel fianco di Gesù; venne perciò attentamente esaminata e i risultati furono resi pubblici. Fu beatificato da Leone XIII nel 1882 e canonizzato da Giovanni XXIII il 12 aprile 1959.

        MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, san Carlo da Sezze, religioso dell’Ordine dei Frati Minori: costretto fin dalla fanciullezza a procurarsi il vitto quotidiano, esortava i compagni all’imitazione di Cristo e dei santi; indossato finalmente, come desiderava, l’abito francescano, si dedicò all’adorazione del Santissimo Sacramento.
Ave Maria MOSE' ELIA ABRAMO FRANCESCO Girolamo

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DIVINA MISERICORDIA

La Bellezza Della Fede


La grande promessa di San Giuseppe

Fra Giovanni da Fano (1469-1539), uno dei promotori della riforma che diede origine al nuovo ramo francescano dei Cappuccini, scrive di aver appreso da un frate Minore dell’Osservanza, degno di fere, come San Giuseppe, dopo aver salvato da sicura morte per naufragio due frati del detto ordine, disse loro:

” Io sono San Giuseppe, degnissimo Sposo Della beatissima Madre di Dio, al quale tanto vi siete raccomandati […] Qualunque persona dirà ogni giorno, tutto un anno, sette Padre Nostro e sette Ave Maria a riverenza dei sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia, purché sia giusta

PRIMO “DOLORE E GIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo della Beata Vergine Maria, ottienici la grazia della confidenza in Dio. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

SECONDO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore che provasti nel veder nascere in tanta povertà il Bambino Gesù e per la gioia che sentisti vedendolo adorare dagli Angeli, ottienici la grazia di accostarci alla Santa Comunione con fede, umiltà e amore. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

TERZO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore che provasti nel circoncidere il Divino Bambino e per la gioia che sentisti nell’imporgli il nome di “Gesù”, ordinato dall’Angelo, ottienici la grazia di togliere dal cuore tutto ciò che dispiace a Dio. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

QUARTO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore e la gioia che provasti nell’udire la profezia del santo vecchio Simeone, che annunciava da una parte la perdizione e dall’altra la salvezza di tante anime, a seconda del loro atteggiamento nei riguardi di Gesù, che stringeva Bambino fra le sua braccia, ottienici la grazia di meditare con amore le pene di Gesù e i dolori di Maria. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

QUINTO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore che provasti nella fuga in Egitto e per la gioia che sentisti avendo sempre con te lo stesso Dio insieme alla sua Madre, ottienici la grazia di compiere con fedeltà e amore tutti i nostri doveri. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

SESTO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore che provasti nell’udire che regnavano ancora, nella terra di Giudea, i persecutori del Bambino Gesù e per la gioia che sentisti nel far ritorno nella tua casa di Nazareth, in terra più sicura di Galilea, ottienici la grazia dell’uniformità ai voleri di Dio. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

SETTIMO “DOLOREGIOIA”

O glorioso S. Giuseppe, per il dolore che provasti nello smarrimento del fanciullo Gesù e per la gioia che sentisti nel ritrovarlo, ottienici la grazia di condurre una buona vita e di fare una santa morte. (breve pausa di meditazione) Pater, Ave, Gloria.

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