LA SACRA BIBBIA – Corso online

CAPITOLO PRIMO : L’UOMO E’ CAPACE DI DI DIO 01cat.mp3 fileDBicn_mp3 picture
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CAPITOLO TERZO : LA RISPOSTA DELL’UOMO A DIO fileDBicn_mp3 picture
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SEZIONE SECONDA “LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA” fileDBicn_mp3 picture
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CAPITOLO PRIMO : IO CREDO IN DIO PADRE fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 2 IL PADRE fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 4 IL CREATORE IL CREATORE fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 5
IL CIELO E LA TERRA fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 6
L’UOMO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 7
LA CADUTA fileDBicn_mp3 picture
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CAPITOLO SECONDO:
CREDO IN GESU’ CRISTO,
IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 1
IL FIGLIO DI DIO SI E’ FATTO UOMO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 2
CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO,
NATO DALLA VERGINE MARIA fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 3
I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO fileDBicn_mp3 picture
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I MISTERI DELLA VITA DI CRISTO
IL BATTESIMO DI GESU’ fileDBicn_mp3 picture
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ARTICOLO 4
GESU’ CRISTO PATI’ SOTTO PONZIO PILATO,
FU CROCIFISSO, MORI’ E FU SEPOLTO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 2
GESU’ MORI’ CROCIFISSO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 3 + art.5 PAR. 1
GESU’ CRISTO FU SEPOLTO fileDBicn_mp3 picture
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PARAGRAFO 2
IL TERZO GIORNO RISUSCITO’ DAI MORTI fileDBicn_mp3 picture
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ARTICOLO 6-7
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LETTRICE: MARIA CHIAVEGATO
CAPITOLO TERZO:
CREDO NELLO SPIRITO SANTO fileDBicn_mp3 picture
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ARTICOLO 8 –
CREDO NELLO SPIRITO SANTO
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I FILES CONTINUANO DAL PARAGRAFO 750
dell’ultima Edizione del Catechismo:
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Preghiera Liberazione

------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
SS.Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso,
scendete su di me: Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.

Caccia via da me le forze del male, annientale, distruggile, perchè io possa
stare bene e operare il bene. Caccia via da me i malefici, le stregonerie,
la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio;
l’infestazione diabolica, la possessione diabolica, l’ossessione diabolica;
tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica,
psichica, spirituale, diabolica. Brucia tutti questi mali nell’inferno, perchè
non abbiano mai più a toccare me e nessun’altra creatura al mondo.

Ordino e comando: con la forza di Dio onnipotente,
nel nome di Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata:
A tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi
immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell’inferno eterno,
incatenati da S.Michele arcangelo, da S.Gabriele, da S.Raffaele, dai nostri
angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima.

Amen.

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Preghiera di liberazione 2

di Padre Amorth
Questa preghiera è stata scritta da Padre Amorth e può essere recitata per una sola persona o per un gruppo; recitata da un sacerdote, ma anche per se stessi.

Signore, Dio Onnipotente e Misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo, espelli da me, dai miei amici e familiari, da coloro che possono aiutarmi economicamente e spiritualmente, e dal mondo intero, ogni influsso diabolico di qualsiasi Spirito Maligno e da ogni Anima Dannata dell’intero Inferno, che ha su di me e su di loro, per il Preziosissimo Sangue del Tuo Figlio Gesù.

Fa che il Sangue Immacolato e Redentore rompa ogni legame sul mio corpo, sulla mia mente, sul mio lavoro, su quanti potrebbero offrire un lavoro e su tutte le cose mie ed altrui e le difficoltà dell’intera vita mia ed altrui.

Oh Santissima Vergine, Maria Immacolata, oh Nove Cori Angelici, oh San Michele Arcangelo, Santi tutti del Paradiso, mi consacro e consacro loro e Vi chiedo l’Intercessione di tutte le Anime del Purgatorio!

Intercedete per noi tutti e venite presto in nostro aiuto e spezzate, da subito, le “ultime zampate” di Lucifero contro i figli della Benedetta Madre, Maria Santissima e della Santissima Trinità.

Ordino, in questo preciso istante, che ogni Demonio ed Anima Dannata non possa avere nessuna influenza su di me, sulle categorie di persone che ho menzionato e sul mondo intero, affinché tutta l’Umanità sia liberata, in questo medesimo istante.

Per la Flagellazione, la Corona di Spine, la Croce, il Sangue e la Risurrezione di Gesù Cristo, per il Dio Vero, per il Dio Santo, per il Dio che tutto può, ordino ad ogni Demonio ed Anima Dannata che non possano avere influenza alcuna su me e sul mondo intero e che si possano spezzare, una volta per tutte e per sempre, tutte le catene create, che si sono verificate, fino ad ora, su di me e sul mondo intero.

Benedite e liberate il vostro servo o serva (si dica il Nome di Battesimo) e benedite questa Immagine (si alzi verso Dio un’Immagine benedetta), che Vi presento e fate sì che questa Immagine benedetta protegga me ed il mondo intero e ci protegga dai Satanisti, dai Massoni, dai Mafiosi, dai Politici corrotti e da ogni altra Infame categoria esistente sulla terra, e nel mondo intero.

Fate sì che, nella mia casa e nelle mie cose e da ogni altra categoria e nelle cose del mondo intero, il Demonio non possa, mai e poi mai, avere più alcuna influenza, anche infinitesimale, nel Nome di Gesù Cristo, Padrone della Storia, nostro Signore e Salvatore.
Così sia.
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Preghiera contro il maleficio



Signore Dio Nostro, o Sovrano dei secoli, Onnipossente e Onnipotente, Tu che hai fatto tutto e che tutto trasformi con la tua sola Volontà;
Tu che a Babilonia hai trasformato in rugiada la fiamma della fornace, sette volte più ardente e che hai protetto e salvato i tuoi Santi tre fanciulli;
Tu che sei dottore e medico delle nostre anime;
Tu che sei la salvezza di coloro che a Te si rivolgono, Ti chiediamo e Ti invochiamo, vanifica, scaccia e metti in fuga ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica e ogni influenza maligna e ogni maleficio o malocchio di persone malefiche e malvagie operanti sul tuo servo.

Fa’ che in cambio dell’invidia e del maleficio ne consegua abbondanza di beni, forza, successo e carità.

Tu Signore, che ami gli uomini, stendi le tue mani possenti e le tue braccia altissime e potenti e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua, mandando su di essa l’Angelo della pace, forte e protettore dell’anima e del corpo, che terrà lontano e scaccerà qualunque forza malvagia, ogni veneficio e màlia di persone corruttrici ed invidiose; così che il tuo supplice protetto con gratitudine canti: “Il Signore è il mio soccorritore, non avrò timore di ciò che potrà farmi l’uomo”.

Si, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua immagine e salva il tuo servo (nome) per l’intercessione della Madre di Dio e sempre Vergine Maria, dei risplendenti Arcangeli e di tutti i tuoi Santi.

Amen!
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A San Michele Arcangelo


San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto.

Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi!

E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.

Amen.

In Fondo


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don Romeo Maggioni


Gv 20,11-18

"Di buon mattino, il primo giorno della settimana - così comincia la cronaca di quella prima Pasqua a Gerusalemme - alcune donne vennero al sepolcro al levar del sole. Dicevano tra loro: Chi ci farà rotolare via la pietra dall'ingresso del sepolcro?" (Mc 16,2-3).
Ecco la domanda: che cosa più pesa sul cuore dell'uomo? Sì, problemi sociali, familiari o personali; ingiustizie, umiliazioni, o speranze spente! Ma alla fine è paura di fronte al dolore e alla morte; quella pietra che tutto sembra annullare sarà posta anche sopra la nostra tomba!
Ma nessuno vi si rassegna; una molla potente dentro di noi ci spinge a sfondare ogni limite, a sognare l'impossibile..! Poi di fronte all'impotenza, qualcuno evade, qualche altro si ribella, o rimuove il problema dimenticando.
Con la speranza però non si può barare! Il problema della certezza del dopo morte esige un'urgente risposta; è bisogno della ragione e del cuore. Ecco: chi ci toglierà questa pietra che schiaccia la vita?
1) LA RISPOSTA E' UN FATTO

Di fronte al problema della morte e dell'aldilà.., incominciamo a lasciar cadere tutte le chiacchiere: auspici, miti, ideologie che si presentano come promesse di un futuro diverso ma senza fondamento (.. penso al messianismo marxista che ignora il destino individuale!). Rispettiamo le forme religiose che tentano di ipotizzare un Dio personale capace di allungare la mano fino all'uomo. Stiamo lontani dalle sette fideistiche e fanatiche che promettono paradisi fantasiosi ma che umiliano le giuste esigenze di razionalità;... e guardiamo nella storia ai FATTI che Dio ha posto come risposta al bisogno di certezza e di vita e come concreta salvezza. Il fatto è una Persona; il SI' di Dio all'uomo è Gesù Cristo risorto.
Quella mattina del 9 aprile dell'anno 30 della nostra èra qualcuno trovò una tomba vuota. Prima fu la Maddalena; Pietro e Giovanni vi giunsero subito dopo; poi i Dodici lo incontrarono vivo, toccandolo con mano, "mangiando e bevendo con lui dopo la sua risurrezione dai morti" (At 10,41); finché nella potenza di Pentecoste promise di "rimanere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Da allora, incominciando da Paolo sulla via di Damasco convertito da persecutore in fervente apostolo, ogni incontro con Lui vivo ha lasciato tracce profonde nella vita e nella storia degli uomini. La sua Chiesa che vive nei secoli è la prova più grande che la mano del Dio vivo la sostiene, come suo "corpo" che nutre, come sua "sposa" che ama, purifica e divinizza.
Un uomo allora - questo Gesù di Nazaret - ha solcato il mare verso l'ignoto, ha rotto il velo del mistero che gravava sull'uomo, e dall'aldilà è tornato vivo a dire: "Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato" (Gv 17,24). "Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Poi verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi" (Gv 14,2-3). Ora è chiaro il destino dell'uomo; ora s'è trovata la medicina unica che risolve il problema della morte e quindi della vita. "Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1Cor 15,19-20).
2) UN DESTINO INSOSPETTATO
Precisiamo bene allora che cosa è il destino di risurrezione e di vita che Cristo ci garantisce. Non si tratta di una vivificazione, cioè di ritornare ad una vita come prima, come ad esempio è capitato a Lazzaro. Né, come è nella credenza comune, solo di immortalità dell'anima, perché si parla di risurrezione del corpo, quindi di una vita ridataci nella integrità della persona, anima e corpo. Né una sopravvivenza nella forma della reincarnazione, come mode orientali suggeriscono, perché si tratta del nostro corpo. Si tratta invece di quanto in sostanza professiamo nel Credo: credo la risurrezione della carne. Questo corpo, cui siamo tanto attaccati, sarà "trasfigurato", cioè ri-creato e reso eterno, come appunto è avvenuto per Cristo risorto. Al come sarà, risponde san Paolo: "Qualcuno dirà: come risorgono i morti? Con quale corpo verranno? Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell'incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza" (1Cor 15,35-43).
La qualità di vita nuova sarà non soltanto nella dimensione della lunghezza - cioè eterna -, ma nel senso della partecipazione alla vita stessa di Dio; quello che noi chiamiamo il paradiso. Gesù è andato a sedersi alla destra del Padre, a indicarne una profonda intimità. Scrive san Giovanni: "Noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è" (1Gv 3,2). Saremo partecipi a pieno titolo della vita intima della Trinità: "Siano anch'essi in noi una cosa sola" (Gv 17,21), auspicò un giorno Gesù pregando il Padre per tutti noi. Fino a quell'immagine commovente che descrive l'intimità di casa cui saremo introdotti: "Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli: in verità vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli" (Lc 12,37). Con l'umanità rinnovata sarà anche tutta la creazione, che ora "geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo" (Rm 8,22-23). E' scritto nell'Apocalisse: "Vidi poi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più.
E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (21,1.5). Tutta la realtà umana e tutta la realtà cosmica diverranno per sempre quello che Dio aveva sognato fin dall'inizio: la sua casa dove l'uomo vive in pienezza la vita stessa di Dio, per l'eternità. "Perché Dio sia tutto in tutti" (1Cor 15,28).

****** Sogni e utopie umane che con la Pasqua sono scavalcati e superati dalla generosità fantasiosa di Dio. Qui, naturalmente, e solo qui, si fonda l'unico vero umanesimo plenario e l'unico serio materialismo!

Con le promesse, Cristo ci ha anticipato garanzie e strumenti. Rinnovarsi con i sacramenti pasquali significa mettere dentro quel motore di vita che è lo Spirito Santo capace appunto di scavalcare anche la morte. "Se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo dello suo Spirito che abita in voi" (Rm 8,11).
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Il dono di Dio


don Romeo Maggioni
Gv 4, 5-42

5Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. 7Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». 8I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. 9Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. 10Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? 12Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». 13Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; 14ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». 15«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». 17Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. 18Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». 25Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». 26Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

27In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». 28La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 29«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 30Uscirono dalla città e andavano da lui.

31Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».

39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Gv 4, 5-42 L'uomo è un pellegrino, assetato di felicità. Sballottato da illusioni, tenta ogni via, prova ogni esperienza, e alla fine si trova con la bocca amara. Quale la causa vera? Dice Geremia: "Oracolo del Signore. Due sono le colpe che ha commesso il mio popolo: ha abbandonato me, sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne piene di crepe, che non trattengono l'acqua" (2,13). La Quaresima è tempo di verità, e quindi di conversione.
"Se tu conoscessi il dono di Dio..". Non facciamo come Agostino, che alla fine ha dovuto confessare: "Tardi ti ho amato..!". Se lo sapevo prima..!! Il dono di Dio è la sua parola, che è verità; il dono di Dio è lo Spirito Santo che è la forza che cambia il cuore. "I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità".

1) LA VERITA' Fare verità ("veritatem facientes..", Ef 4,15) è la prima conversione quaresimale. Deve finire il tempo delle "favole". Paolo l'aveva previsto: "Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole" (2Tm 3,3-4). Gesù richiama alla Samaritana anche la verità morale, aprendole gli occhi sulla sua infruttuosa ricerca di nuovi amori: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". E risveglia in lei il bisogno di un'acqua più pura che finalmente sazi il cuore e la vita: "Chi berrà dell'acque che io gli darò, non avrà più sete in eterno". Anzi è un'acqua che disseta ben oltre ogni nostra aspirazione: "L'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna".
La Parola di Dio (per gli Ebrei: la Toràh) è la prima verità da ricercare: "Signore, dammi quest'acqua!". Mosè l'aveva indicata come decisiva per una vita fortunata: "Ponete nel cuore e nell'anima queste mie parole, .. perché siano numerosi i vostri giorni e i giorni dei vostri figli". E' come il binario sicuro che guida alla riuscita o al fallimento: "Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio; la maledizione, se non obbedirete.." (Lett.). La donna sa che quella Parola guida al Messia, cioè alla salvezza: "So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà ci annuncerà ogni cosa". Il suo cuore era già oltre le soddisfazioni umane, e mirava, quasi inconsciamente, alla vera fonte d'acqua viva: "Che sia lui il Cristo?".
"Le dice Gesù: Sono io, che parlo con te". Io sono Colui che cerchi come tua sazietà. Alla fine anche tutti i Samaritani del villaggio diranno: "Noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo". La verità piena e salvifica è il Cristo: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14,6). Lui è il definitivo rivelatore del Padre, nel suo messaggio e, prima ancora, nella sua persona: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9) "Io sono" (cioè Jahvè), ripete continuamente Gesù. "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30). Forse lo abbiamo sempre sospettato che fidarci di Cristo sia la strada giusta: "Signore, vedo che sei un profeta". Si tratta di superare le difese dell'orgoglio per finalmente riposare con fiducia in Colui che sappiamo essere il salvatore anche nostro.

2) LO SPIRITO
Gesù un giorno dirà che il cuore del credente diverrà una sorgente di acqua abbondante per saziare la sete di vita del mondo. Quest'acqua è lo Spirito Santo: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva. Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui" (Gv 7,37-39). Lo Spirito è il vero Dono di Dio, lo "Spirito del Figlio suo" (Gal 4,6), che ci fa figli nel Figlio e guida tutta la nostra vita: "Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio" (Rm 8,14), trasfigurandola gradualmente "a immagine del Figlio suo" (Rm 8,29): "Noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore" (2Cor 3,18). E' ormai la nuova legge e la forza del vivere cristiano: "La legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù" (Rm 8,2).
Paolo oggi l'invoca per tradurre in vita i propositi di conversione quaresimale: "Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna" (Epist.). In questo tempo favorevole, "non stanchiamoci di fare il bene. Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede" (idem). E' il suggerimento del "digiuno" come carità, tipico dell'invito quaresimale: "Portate i pesi gli uni degli altri". Nello stile del perdono e della dolcezza: "Se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza" (Idem).
Un altro stimolo viene dallo Spirito Santo: la voglia di divenire testimoni e missionari del vangelo. La Samaritana, convertita, diviene apostola nel suo villaggio fino a portare i suoi compaesani all'incontro col Cristo: "Non è più per i tuoi discorsi che crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito..". Aveva detto Gesù: "Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni.. fino ai confini della terra" (At 1,8). E' sorprendente la costatazione che fa Gesù: "Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Io vi ho mandati a mietere..". A dirci che sono sempre più di quel che pensiamo gli uomini che cercano Dio, che sono in cerca dell'acqua che disseta per l'eternità! ******

Bella è l'osservazione che fa il prefazio: "Cristo, Signore nostro, a rivelarci il mistero della sua condiscendenza verso di noi, stanco e assetato, volle sedere a un pozzo e, chiedendo da bere a una donna samaritana, le apriva la mente alla fede". Forse è tanto che Gesù anche per te s'è preparato, stanco di cercarti, ad un appostamento per prenderti il cuore e dirti che vuol invitarti a lasciarti amare da Lui. Non snobbare tanta amorosa e paziente ricerca di te che fa il tuo stesso Dio! Questa Quaresima è il tempo buono.